domenica 21 dicembre 2025

Solstizio d'inverno: Lo strano caso dell'origine astronomica del Natale e di Dante tra le Stelle

Vi siete mai chiesti perché festeggiamo il Natale proprio il 25 dicembre? Non è solo una data sul calendario, ma un affascinante intreccio tra astronomia, simbolismo e... un pizzico di mistero che coinvolge persino il Sommo Poeta!

Il Sole "muore" sulla Croce per poi rinascere Tutto inizia con il solstizio d'inverno. Dal solstizio d'estate in poi, le giornate si accorciano e, osservando dal nostro emisfero nord, il Sole sembra diventare più piccolo e debole mentre si sposta verso sud. Il 22 dicembre, il Sole raggiunge il punto più basso sull'orizzonte e, incredibilmente, sembra fermarsi per circa tre giorni. In questo periodo di "pausa", il Sole rimane in asse con una costellazione chiamata Croce del Sud.

Immaginate il Sole come un attore protagonista che, dopo una lunga stagione di spettacoli, sembra uscire di scena e restare dietro le quinte per tre giorni di silenzio. Il 25 dicembre è il momento in cui, tra gli applausi della natura, l'attore torna sul palco per dare inizio a un nuovo, luminosissimo atto.

Proprio il 25 dicembre, il Sole ricomincia a muoversi di un grado, segnando l'inizio di giornate più lunghe e calde. Simbolicamente, è come se il Sole (o la divinità) morisse sulla "croce" per risorgere dopo tre giorni, portando nuova vita alla natura. Il Natale è quindi strettamente legato a questo evento astronomico di rinascita della luce.

Ma qui la storia si tinge anche di giallo. La costellazione della Croce del Sud non è visibile dall'Europa o dall'Italia. Eppure, nel primo canto del Purgatorio, Dante Alighieri sembra descriverla con estrema precisione tre secoli prima che i navigatori occidentali la scoprissero ufficialmente!

Dante scrive di aver visto nel cielo australe "quattro stelle non viste mai fuor ch’a la prima gente". Com'è possibile che il poeta conoscesse queste fiammelle celesti? 

  • I’ mi volsi a man destra, e puosi mente 
  • a l’altro polo, e vidi quattro stelle 
  • non viste mai fuor ch’a la prima gente.
  • Goder pareva ‘l ciel di lor fiammelle: 
  • oh settentrional vedovo sito, 
  • poi che privato se’ di mirar quelle!


Ho anche verificato questo fatto simulando il 25 dicembre a Gerusalemme su Stellarium, noto programmino freeware di simulazione astronomica. In effetti è carinissimo vedere che all'alba del 25 a Gerusalemme la costellazione dal nome così evocativo si stanzia esattamente al polo sud.

Sono dettagli che lasciano a bocca aperta: "qui gatta ci cova", verrebbe da dire, anche perché il legame tra la Commedia e questi eventi celesti è davvero profondo

Che si tratti di un'antica conoscenza perduta o di una straordinaria intuizione poetica, il Natale e le stelle continuano a raccontarci una storia di luce che sconfigge le tenebre.

a cura di Fabio Rugi

Istruttore di Yoga e Pilates, Musicista, Ricercatore di Alchimia e Antiche Tradizioni, Informatico

Fonti

• Dante Alighieri: Divina Commedia, Purgatorio, Canto I, versi 21-27.

• Analisi astronomica: Simulazioni del cielo di Gerusalemme tramite il software Stellarium.

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