Il dipinto ha, per sua natura, molte interpretazioni, anche autorevoli, anche controverse...
Un opera neoplatonica (Panofsky)? (La donna nuda rappresenta la bellezza divina e l'amore eterno (sacro), mentre quella vestita la bellezza terrena e l'amore effimero (profano). Non è una contrapposizione morale, ma due aspetti della stessa Venere)
Una Allegoria Matrimoniale ? (La donna vestita è una sposa (suggerito dai guanti, cintura e abito), simboleggiando la castità e la virtù coniugale, mentre la donna nuda rappresenta la Voluptas (piacere, fecondità).
Un opera Letteraria ? (Sogno di Polifilo - il dipinto è stato interpretato come una scena del romanzo Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna, con le due donne identificate come Polia e Venere.)
e molte altre....
Sicuramente ci sta tutto! Le grandi realizzazioni, rappresentando archetipi, offrono letture stratificate a livelli, dove ciascuno legge la propria interpretazione rispetto alla sua formazione, cultura, vissuto.
Io sarò fissato, ma l'opera "Amore Sacro e Amore Profano" di Tiziano abbonda di simboli suggeriscono chiare suggestioni del magistero alchemico.....
Ecco i principali simboli e analogie alchemiche rintracciabili nell'opera:
1. Il Dualismo delle due Veneri (Rebis e Coniunctio)
- Le due donne, dalla fisionomia identica, ma vestite in modo differente, rappresentano le due facce di una stessa realtà.
- La Venere vestita (Amore Profano): Simboleggia la Venere Terrena, la forza generatrice della Natura e gli impulsi umani. In termini alchemici, rappresenta la componente fissa, la "Terra" o il "Sale", legata alla materialità e alla stasi.
- La Venere nuda (Amore Sacro): Rappresenta la Venere Celeste, l'ideale di bellezza spirituale e purezza. Ella solleva un braciere acceso, simbolo di illuminazione spirituale e di quel "fuoco dei filosofi" (o Incendium Amoris) indispensabile per la trasmutazione. Alchemicamente, incarna il principio volatile, lo "Spirito" o lo "Zolfo".
- L'analogia del Rebis: La loro identità speculare suggerisce la figura del Rebis (la cosa doppia), l'essere nuovo nato dall'unione di Re e Regina, in cui gli opposti sessuali e spirituali sono infine riconciliati.
2. La Fontana e il Vaso Ermetico
- Il sarcofago classico trasformato in fontana funge da vaso ermetico (vas Hermetis), il luogo sacro in cui avviene la solutio e la trasmutazione della materia.
- L'Acqua: L'acqua contenuta nella fontana è l'Aqua Vitae o "Aceto dei filosofi", il solvente universale che ha il potere di "uccidere e vivificare" la materia grezza.
- Eros/Cupido: Il bambino alato che rimesta le acque agisce come il Principio Mercurio, il mediatore tra il cielo e la terra, tra il fisso e il volatile. Egli è l'agente che impedisce alla materia di ristagnare, favorendo la "circolazione" necessaria per raggiungere la perfezione.
3. I Colori dell'Opera (Albedo e Rubedo)
I colori delle vesti e dei manti (bianco e rosso) sono i colori delle fasi finali del percorso alchemico:
Bianco (Albedo): La veste della donna seduta richiama la fase dell'imbiancamento, il sorgere della luce e la purificazione dell'anima.
Rosso (Rubedo): Il manto della Venere Celeste e le tinte rosse richiamano lo stadio ultimo dell'Opera, la Rubedo, in cui si realizza l'oro spirituale o la Pietra Filosofale.
4. Il Paesaggio "Moralizzato"
- Lo sfondo del dipinto riflette il percorso iniziatico dell'alchimista:
- Il Cavaliere e la salita: A sinistra, dietro la Venere vestita, un cavaliere percorre un sentiero montuoso verso un castello. Questo rappresenta la via secca o il cammino della virtù, che si conquista con "fatiche e rinunce" per giungere alla rettificazione interiore.
- Conigli e Natura: I conigli sono simboli di fertilità e moltiplicazione (multiplicatio), la fase finale in cui il potere della Pietra Filosofale si espande all'infinito.
- Alba e Tramonto: La contrapposizione tra la città all'alba e il villaggio al tramonto simboleggia la ciclicità del tempo ermetico, un tempo che non è più lineare ma circolare, dove la fine dell'opera coincide con un nuovo inizio.
In sintesi, il dipinto di Tiziano può essere visto come una rappresentazione visiva della Messa Alchemica: un rito di unione tra l'anima umana (acqua/lunare) e lo spirito divino (fuoco/solare), mediato dall'Amore, per produrre la "nuova luce" della coscienza risvegliata.
È come un laboratorio dove l'alchimista non usa forni di pietra, ma il proprio cuore come athanor: la donna vestita è il metallo grezzo che portiamo in noi, mentre quella nuda è la fiamma che lo consuma per estrarne l'oro invisibile. Eros, al centro, è il maestro che mescola questi ingredienti affinché l'amore non sia solo un istinto, ma una medicina che guarisce l'anima.
Buon San Valentino.
Fabio
.jpg)